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L’Eritritolo è un dolcificante sicuro? 5 aspetti da tenere in considerazione

L’eritritolo (E968), un dolcificante relativamente nuovo, viene utilizzato in diversi prodotti alimentari come inibitore delle alterazioni del gusto e della consistenza, esaltatore di sapidità o agente addensante

1. Eritritolo e dolcificanti non nutritivi

Sebbene l’uso di dolcificanti non nutritivi come l’eritritolo, l’aspartame, il sucralosio e l’acesulfame si si siano diffusi, poche revisioni scientifiche rigorose hanno valutato gli effetti di questi dolcificanti sul nostro corpo.

Tuttavia, una recente revisione pubblicata su Endocrine Practice (AACE) con il titolo “Artificial Sweeteners and Obesity – Not the solution and potentially a problem” sostiene che gli argomenti a favore dell’eritritolo e degli altri dolcificanti non nutritivi sono basati principalmente su considerazioni termodinamiche.

Nonostante la crescente evidenza scientifica che l’obesità e le malattie legate all’adiposità siano complesse e non possano essere spiegate solo in termini di fisiopatologia.

2. I dolcificanti aggravano le malattie croniche?

Uno dei problemi principali è che ci sono differenze individuali nella capacità di elaborare i segnali nutrizionali.

Pochi studi hanno analizzato come queste differenze di predisposizione di genere o malattia possano influenzare gli effetti dei dolcificanti non nutritivi.

Studi recenti hanno dimostrato che l’utilizzo di dolcificanti non nutritivi può peggiorare i risultati in pazienti affetti da malattie legate all’adiposità come ipertensione, dislipidemia e diabete.

3. I dolcificanti non nutritivi alterano il microbiota intestinale

Inoltre, è emerso che l’utilizzo cronico di dolcificanti non nutritivi può alterare il microbioma intestinale

Spingendo quest’ultimo verso un modello più infiammatorio, indipendentemente dal peso o dalla presenza di malattie.

Questa scoperta è preoccupante e solleva interrogativi sulla sicurezza dell’uso a lungo termine di dolcificanti non nutritivi come l’eritritolo.

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4. I dolcificanti non nutritivi alterano il senso di sazietà

Ancora più preoccupante è il fatto che numerosi studi hanno evidenziato danni a lungo termine.

Sia relativi al controllo neuro-ormonale della sazietà in soggetti che consumano dolcificanti non nutritivi in modo cronico.

Questo potrebbe avere implicazioni significative nella lotta contro l’obesità e le malattie metaboliche legate all’adiposità.

5. Bisogna approfondire con studi a lungo termine

Quindi, non dovremmo accettare senza riserve l’uso di dolcificanti non nutritivi come l’eritritolo basandoci esclusivamente su un modello legato alla termodinamica e su un assunto errato che presuppone che tutti siamo uguali dal punto di vista biologico.

È necessario condurre studi clinici a lungo termine per indagare sugli effetti del consumo cronico di eritritolo sul peso corporeo e sul rischio di sviluppare malattie metaboliche.

6. In conclusione: questo nuovo dolcificante è sicuro?

Sono necessari ulteriori ricerche e studi per approfondire gli effetti dell’eritritolo e di altri dolcificanti non nutritivi sulla salute umana.

Nel frattempo, è consigliabile essere prudenti nell’uso di questi dolcificanti e cercare di ridurre l’assunzione di zuccheri e dolcificanti in eccesso, seguendo una dieta equilibrata e uno stile di vita sano.

Consultare sempre un professionista della salute o un nutrizionista prima di apportare cambiamenti significativi alla propria dieta o al proprio stile di vita.

I dolcificanti artificiali come l’eritritolo sono ampiamente utilizzati, ma sappiamo poco sui loro effetti a lungo termine, soprattutto riguardo ai rischi di malattie cardiometaboliche. In uno studio recente, è stato esaminato il legame tra eritritolo e il rischio di malattie cardiache gravi, chiamate eventi cardiovascolari avversi maggiori (MACE), come infarto e ictus.

Riassunto di un recente studio sulla correlazione tra eritritolo e malattie cardiovascolari:

  1. Studio iniziale: In uno studio su 1.157 pazienti valutati per il rischio cardiaco, è stato osservato che alti livelli di eritritolo nel sangue erano associati a un rischio aumentato di MACE nei successivi tre anni.
  2. Analisi di conferma: Successivi studi su altre due gruppi di pazienti (uno di 2.149 persone e l’altro di 833) hanno confermato che i livelli alti di eritritolo erano collegati a un rischio maggiore di eventi cardiaci gravi.
  3. Effetti fisiologici: Test di laboratorio hanno mostrato che l’eritritolo aumenta la reattività delle piastrine (cellule del sangue coinvolte nella coagulazione), favorendo la formazione di coaguli sanguigni.
  4. Studio sull’uomo: In un piccolo studio su 8 volontari sani, l’ingestione di eritritolo ha causato un aumento significativo dei suoi livelli nel sangue, ben oltre le soglie considerate pericolose per la formazione di coaguli.

Conclusioni

I risultati suggeriscono che l’eritritolo non solo è associato a un aumento del rischio di gravi eventi cardiaci, ma può anche favorire la formazione di coaguli sanguigni. Pertanto, sono necessari ulteriori studi per valutare la sicurezza a lungo termine dell’eritritolo.

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