L’attività fisica è un aiuto alla vaccinazione contro COVID-19?

Sui vaccini recentemente sviluppati contro l’infezione da virus SARS-Cov-2 si ripongono molte speranze per ridurre i contagi COVID-19 e ottenere l’immunità di gregge.

Questo perché si spera di tornare a una vita “normale” nel prossimo futuro.

Tuttavia, ci sono diverse questioni irrisolte riguardo all’effettiva efficacia della vaccinazione in scenari di vita reale, specialmente a medio e lungo termine, oggi insieme cercheremo di dare risposta alla domanda: l’attività fisica è un aiuto alla vaccinazione contro COVID-19?

Questa domanda nasce dalla potenziale variabilità interindividuale delle risposte immunitarie indotte (esempio: dai vaccini) che oggi diventa un tema centrale, con numerosi fattori (modificabili o meno) che influenzano l’efficacia della vaccinazione.

Possiamo affermare, senza ombra di dubbio, che lo stile di vita (e quindi anche l’esercizio fisico) è uno di questi fattori.

risposta immunologica alle vaccinazioni

Sebbene non siano stati condotti studi specifici con i vaccini COVID-19, l’esperienza di precedenti programmi di vaccinazione (in particolare l’influenza) suggerisce che la pratica regolare dell’esercizio fisico potrebbe essere una strategia efficace per aumentare le risposte degli anticorpi prodotti a seguito del vaccino.

Ad esempio, i giovani atleti d’élite hanno un aumento più pronunciato dei linfociti T e degli anticorpi neutralizzanti dopo la vaccinazione antinfluenzale rispetto a persone non sportive della stessa età.

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L’attività fisica negli anziani vaccinati per una miglior risposta anticorpale

Esistono anche prove di un effetto benefico negli adulti più anziani, nello specifico uno studio condotto sulle donne cinesi anziane molto attive (> 65 anni) che hanno camminato di più 18.509 passi/giorno in media nelle settimane successive alla vaccinazione.

In queste donne si è registrato una migliore risposta immunologica rispetto alle loro coetanee meno attive.

Allo stesso modo, gli anziani che si sono allenati nello sport per 17 o più anni, hanno avuto una risposta anticorpale più alta alla vaccinazione antinfluenzale rispetto agli individui di pari età non allenati.

Uno studio del 2009 su persone con età media di 70 anni che, erano precedentemente sedentari e avevano scarse risposte al vaccino antinfluenzale, ha rilevato che quelli che hanno intrapreso un percorso di allenamento cardiovascolare di intensità moderata (3 sessioni a settimana fino a 60 min. al giorno) hanno mostrato marcati miglioramenti nella sieroprotezione influenzale durante l’intera stagione influenzale rispetto all’altro gruppo.

L’attività fisica per aumentare la sicurezza dei vaccini

Siamo arrivati al tema centrale del nostro articolo: l’attività fisica è un aiuto alla vaccinazione contro COVID-19?

Garantire l’efficacia e la sicurezza della vaccinazione contro il Coronavirus è fondamentale, in particolare per i segmenti di popolazione più vulnerabili come gli anziani fragili.

Anche se questi individui saranno probabilmente tra i primi a essere vaccinati, le prove fino ad oggi suggeriscono un’elevata efficacia della maggior parte dei vaccini COVID-19 solo negli individui giovani adulti, sono disponibili prove più scarse per le due categorie principali di persone destinatarie della vaccinazione: anziani fragili e adulti con comorbidità multiple.

Sebbene a questo punto non ci siano prove sufficienti per discernere se questi soggetti potrebbero presentare una risposta anticorpale inferiore alla vaccinazione COVID-19, i dati precedenti suggeriscono un’influenza negativa dell’età sull’efficacia della vaccinazione antinfluenzale (cioè, 11% tra gli individui di età ≥65 anni vs 52% in quelli di età compresa tra 50 e 54 anni).

A questo proposito, la graduale compromissione del sistema immunitario con l’età (detta “immunosenescenza”) può essere attenuata dalla stimolazione indotta dall’esercizio fisico regolare.

Quanta attività fisica fare per una miglior risposta fisiologica al vaccino?

Il nostro consiglio è quello di svolgere esercizio fisico regolarmente durante la tua settimana, però da alcune ricerche fatte possiamo affermare che l’esercizio fisico acuto prima della vaccinazione antinfluenzale è preferibile se lo stimolo è sufficientemente alto (ad es. un allenamento total body a più del 70% della massima intensità o l’esercizio di resistenza locale a più del 70% del 1RM, cioè il massimo carico che sono in grado di sollevare in una sola ripetizione).

L’attività fisica per aumentare la sicurezza dei vaccini Swiss Natural Med

Uno stile di vita attivo previene l’immunosenescenza

In questo articolo però vogliamo andare oltre, perché devi sapere che uno stile di vita fisicamente attivo previene l’immunosenescenza attraverso diversi meccanismi.

Infatti in molti studi è emerso che gli anziani fisicamente attivi hanno meno dei cosiddetti linfociti T “senescenti” (cioè linfociti esausti che possono portare all’insorgere di virus) e più linfociti T rispetto alle loro controparti sedentarie. 

Pertanto, l’attenuazione dell’immunosenescenza indotta dall’esercizio potrebbe aiutare a migliorare le risposte immunitarie alla vaccinazione mantenendo il pool di cellule T periferiche e la loro capacità di rispondere ai nuovi antigeni del vaccino.

Uno-stile-di-vita-attivo-previene-l’immunosenescenza

In conclusione

Oggi abbiamo cercato di capire se l’attività fisica è un aiuto alla vaccinazione contro COVID-19.

Possiamo affermare che l’esercizio fisico, se eseguito con l’intensità corretta, è un valido aiuto al nostro sistema immunitario e di conseguenza può modulare meglio la risposta indotta dal vaccino.

Però sono necessarie ulteriori ricerche per confermare se, a parte la pratica regolare dell’esercizio nelle settimane o nei mesi precedenti, anche l’esercizio acuto eseguito nelle ore precedenti la vaccinazione COVID-19 può migliorare le risposte immunitarie.

Restano da identificare le caratteristiche specifiche (modalità, durata e intensità) dell’esercizio fisico regolare o acuto che inducono i maggiori effetti immunostimolatori.

Grazie alle crescenti evidenze che supportano il ruolo dell’esercizio regolare per massimizzare l’efficacia e la sicurezza complessiva della vaccinazione, e l’evidenza preliminare con una solida base fisiologica possiamo affermare che lo stress indotto dall’esercizio acuto prima della vaccinazione antinfluenzale può migliorare le risposte anticorpali.

Un ultimo punto che merita un’attenta riflessione è sull’attuale programma di vaccinazione contro COVID-19.

Infatti sarebbe interessante determinare se un singolo periodo di esercizio eseguito immediatamente prima di somministrare la prima dose di vaccino potrebbe essere vantaggioso.

In particolare, se ad esempio si scoprisse che aumenta i titoli anticorpali a livelli paragonabili a una seconda dose in soggetti non allenati.

Ciò potrebbe risparmiare un gran numero di fiale di vaccino in modo che possano essere somministrate a molte più persone senza indugio.

Il nostro consiglio

Vorremmo terminare questo articolo con un prezioso consiglio, perché oltre alla vaccinazione, l’attuale pandemia ci ha insegnato l’importanza di misure preventive sullo stile di vita.

Sono infatti necessari non solo l’allontanamento sociale, una buona igiene e le chiusure forzate, ma anche l’esercizio fisico, che non è solo sicuro, ma ha anche un potenziale ruolo preventivo, soprattutto per i gruppi più vulnerabili.

Per un’analisi completa della situazione COVID-19 ti suggeriamo di leggere anche il nostro articolo: 5 cose che oggi sono chiare sul COVID-19.


Fonti:

Brain Behav Immun. 2021 Mar 7 doi: 10.1016/j.bbi.2021.03.003 

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