In breve: la dieta chetogenica riduce drasticamente i carboidrati e aumenta i grassi per indurre la chetosi, uno stato in cui il corpo usa i grassi come fonte primaria di energia. Può favorire perdita di peso e miglior controllo glicemico nel breve-medio termine, ma comporta rischi (carenze nutrizionali, aumento del colesterolo LDL, possibile affaticamento renale) che rendono importante seguirla per periodi limitati e sotto supervisione, con un adeguato apporto di minerali come potassio, magnesio e calcio.
Cos'è la dieta chetogenica?
La dieta chetogenica, comunemente nota anche come dieta cheto o keto diet, rappresenta una modalità alimentare volta a ridurre l'assunzione di carboidrati e aumentare quella di grassi, portando il corpo in uno stato metabolico noto come chetosi. Negli ultimi anni, questa dieta ha guadagnato sempre più popolarità.
Esistono diversi approcci alla dieta chetogenica, ciascuno con variazioni nel contenuto calorico e nella proporzione dei macronutrienti, tra cui carboidrati, grassi e proteine.
L'obiettivo primario di questa dieta è indurre la chetosi, un processo attraverso il quale il corpo brucia i grassi per produrre energia. Si ritiene che la chetosi possa favorire la perdita di peso e portare benefici alla salute, come la riduzione dello zucchero nel sangue e il miglioramento del colesterolo.
Cos'è la chetosi?
La chetosi è uno stato in cui il corpo utilizza i grassi come principale fonte di energia, producendo molecole chiamate chetoni.
Normalmente, il corpo si basa sui carboidrati per l'energia e l'insulina è responsabile di immagazzinare lo zucchero del sangue, chiamato glucosio, per questo scopo. Quando l'apporto di carboidrati è ridotto, il livello di insulina diminuisce, portando a una serie di cambiamenti metabolici.
Inizialmente, il glucosio viene immagazzinato sotto forma di glicogeno nei muscoli e nel fegato, disponibile per l'uso quando necessario. Dopo alcuni giorni di basso apporto di carboidrati, queste riserve si esauriscono, e il corpo inizia a utilizzare i grassi immagazzinati come fonte primaria di energia. La scomposizione dei grassi produce acidi grassi liberi che vengono trasformati nel fegato in chetoni, che il corpo può poi utilizzare come combustibile.
Un'attività fisica intensa può accelerare il consumo delle riserve di glicogeno, portando il corpo a entrare più rapidamente in uno stato di chetosi.
Come funziona la dieta chetogenica?
Riducendo l'apporto di carboidrati nella dieta, si riduce anche la produzione di insulina, il che può avere benefici significativi per la salute, specialmente nelle persone che consumano quantità eccessive di carboidrati ad alto indice glicemico.
Nonostante la perdita di peso, il basso livello di zucchero nel sangue e l'elevata presenza di chetoni nel sangue, alcuni studi hanno sollevato preoccupazioni riguardo agli effetti a lungo termine della dieta chetogenica. Uno studio condotto su ratti ha mostrato che l'adozione sostenuta di una dieta cheto per 60 giorni ha causato effetti collaterali quali acidosi metabolica, anemia e riduzione dei livelli degli enzimi antiossidanti nel sangue.
Questi risultati indicano che, sebbene la dieta chetogenica possa offrire benefici iniziali, è essenziale considerare attentamente i potenziali rischi e monitorare la salute a lungo termine durante l'adozione di questo regime alimentare.
Dieta chetogenica classica
La dieta chetogenica classica (conosciuta come cKD) è utilizzata fin dal 1921 per trattare l'epilessia nei bambini. Questo tipo di dieta è chiamato "classico" perché è stato il primo ad essere sviluppato e utilizzato. La cKD fornisce un apporto calorico normale ma è ricca di grassi e povera di carboidrati, ed è impiegata in tutto il mondo per trattare l'epilessia resistente ai farmaci, cioè quando i farmaci convenzionali non funzionano.
La cKD ha dimostrato di avere effetti anticonvulsivanti, aiutando a prevenire o ridurre le crisi epilettiche, spostando la fonte principale di calorie dai carboidrati ai grassi. In pratica, la dieta è composta principalmente da grassi, con una quantità limitata di proteine e carboidrati. Un rapporto comune è di 4 parti di grassi per 1 parte di proteine e carboidrati combinati.
Varianti della dieta chetogenica
- Chetogenica iperlipidica e iperproteica (come la dieta Atkins)
- Chetogenica iperlipidica e normo-ipoproteica (come la dieta Atkins modificata per il trattamento dell'epilessia farmacoresistente)
- Chetogenica ipolipidica e normoproteica (come la VLCKD, usata per il trattamento dell'obesità)
Dieta chetogenica: la variante estremamente ipocalorica
Una variante molto diffusa della dieta chetogenica è la dieta chetogenica a bassissimo contenuto calorico (VLCKD), suggerita come strategia alimentare per gestire l'obesità.
Questo tipo di dieta si distingue per un basso apporto di carboidrati, con meno di 50 grammi al giorno, e una moderata quantità di proteine, di solito intorno a 1-1,5 grammi per chilogrammo di peso corporeo ideale. Per i grassi, l'apporto giornaliero si aggira intorno ai 15-30 grammi. È importante notare che questa dieta fornisce un apporto calorico molto basso, di solito compreso tra le 500 e le 800 calorie al giorno, mirando a promuovere la chetosi e la perdita di peso attraverso la restrizione calorica e l'eliminazione dei carboidrati.
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Controindicazioni della keto diet
Negli ultimi anni, la dieta chetogenica ha guadagnato una notevole popolarità, specialmente tra coloro che cercano di perdere peso e ridurre la resistenza all'insulina, sia nel diabete di tipo 1 che in quello di tipo 2.
Tuttavia, sorgono preoccupazioni riguardo all'efficacia a lungo termine nella perdita di peso e ai potenziali effetti avversi sulla funzionalità renale e sui livelli di colesterolo nel sangue, dovuti all'aumento dell'assunzione di proteine e grassi.
Particolarmente nel caso del diabete, l'incremento dell'assunzione di proteine animali, ma non di proteine vegetali, è stato associato alla resistenza all'insulina e a un rischio maggiore per la salute. Gli alimenti ricchi di proteine animali contengono anche altri nutrienti, come grassi saturi, ferro eme e nitriti, che potrebbero contribuire a tali risultati. Le diete ad alto contenuto proteico sono inoltre legate ai composti prodotti dalla fermentazione delle proteine da parte del microbiota intestinale, che possono includere metaboliti pro-infiammatori.
Effetti indesiderati
Nel breve termine, è comune sperimentare alcuni sintomi durante la transizione verso una dieta chetogenica: facile affaticamento durante l'esercizio fisico, ridotta energia mentale, aumento della fame, disturbi del sonno, crampi muscolari, stitichezza, alitosi, nausea e mal di stomaco. La maggior parte di questi disturbi tende a diminuire dopo i primi giorni di adattamento, e un'adeguata assunzione di liquidi ed elettroliti può aiutare a contrastare alcuni di questi sintomi.
Gli effetti avversi a lungo termine includono:
- Carenze nutrizionali: le diete cheto sono molto restrittive e possono portare a carenze nutrizionali con un'assunzione inadeguata di vitamine, minerali e sostanze fitochimiche essenziali.
- Problemi digestivi: le diete ad alto contenuto di grassi e a basso contenuto di fibre possono causare problemi digestivi, come stitichezza, diarrea e gonfiore.
- Calcoli renali: una dieta ricca di grassi e a basso contenuto di carboidrati può aumentare il rischio di sviluppare calcoli renali.
- Malattie cardiache: può aumentare il rischio di malattie cardiache a causa del suo alto contenuto di grassi saturi e della mancanza di fibre.
- Perdita muscolare: la rapida perdita di peso con una dieta chetogenica può portare alla perdita muscolare, con un impatto negativo sulle prestazioni atletiche.
- Declino cognitivo: gli effetti delle diete a basso contenuto di carboidrati sul metabolismo cerebrale possono potenzialmente portare al declino cognitivo.
È importante notare che, sebbene la dieta chetogenica possa offrire benefici nel migliorare la capacità di utilizzo dei grassi, soprattutto negli sport di endurance, alcuni autori suggeriscono che la prestazione sportiva ad alti livelli potrebbe non essere ottimale in assenza di un adeguato apporto di carboidrati. Questo dimostra l'importanza di valutare attentamente le esigenze individuali e trovare un equilibrio tra l'adattamento alla chetosi e le esigenze specifiche dell'attività fisica.
Cosa dice la ricerca più recente (2025-2026)
Secondo PubMed, una narrative review pubblicata nel 2026 su Nutrients conferma che la dieta chetogenica può migliorare il controllo glicemico e la sensibilità insulinica in persone con obesità e diabete di tipo 2, in parte riducendo il fabbisogno di insulina e supportando la funzione delle cellule beta pancreatiche; la stessa review sottolinea però che l'associazione della dieta con alcuni farmaci antidiabetici (in particolare gli inibitori SGLT-2) richiede supervisione medica per il rischio di chetoacidosi diabetica euglicemica, e osserva effetti significativi della dieta sul microbiota intestinale (DOI: 10.3390/nu18122004).
Una seconda revisione del 2025, pubblicata su Cell Biochemistry and Biophysics, arriva a una conclusione equilibrata: la dieta chetogenica produce benefici a breve termine su peso, glicemia e profilo lipidico, ma la sua sicurezza e sostenibilità a lungo termine (oltre 12 mesi) restano da valutare con cautela, per i rischi cardiovascolari, il possibile affaticamento renale, le carenze di micronutrienti e le alterazioni del microbiota intestinale. Gli autori la definiscono uno strumento utile nel breve termine per persone selezionate, sotto supervisione clinica, più che una soluzione universale (DOI: 10.1007/s12013-025-01878-0).
Quando non è consigliato seguire la dieta chetogenica
Secondo recenti studi, durante la gravidanza e l'allattamento, le donne dovrebbero evitare prudenzialmente di seguire una dieta chetogenica, poiché è stato osservato un effetto negativo sulla cognizione nei roditori esposti alla chetosi durante i primi anni di vita fino alla giovane età adulta. Non sono invece stati riscontrati effetti avversi sullo sviluppo neurologico nei bambini che hanno utilizzato una dieta chetogenica per trattare l'epilessia.
Le categorie di persone per le quali potrebbe non essere consigliata una dieta chetogenica includono:
1. Persone con malattie epatiche o renali gravi: la dieta chetogenica può influenzare il metabolismo dei lipidi e dei carboidrati, e potrebbe non essere sicura per chi ha problemi di fegato o reni.
2. Donne in gravidanza o in allattamento: il corpo ha esigenze nutrizionali specifiche che potrebbero non essere soddisfatte adeguatamente con una dieta chetogenica.
3. Persone con disturbi alimentari: le restrizioni caloriche e la focalizzazione su determinati gruppi alimentari potrebbero esacerbare i problemi per chi soffre di disturbi come anoressia o bulimia.
4. Individui con certe condizioni mediche: alcune condizioni, come il diabete di tipo 1, possono richiedere una regolazione più attenta della dieta, e una dieta chetogenica potrebbe non essere adatta a tutti.
Dieta chetogenica pro e contro
La dieta chetogenica implica una severa limitazione dei carboidrati, consentendo invece un'ampia assunzione di grassi, compresi quelli saturi. Ha suscitato un grande interesse, con molti sostenitori e altrettanti oppositori.
Se da un lato può portare a una rapida e significativa perdita di peso e a miglioramenti nei biomarcatori, come la riduzione dell'emoglobina glicata nei pazienti con diabete di tipo 2, dall'altro può anche causare un aumento significativo dei livelli di colesterolo LDL "definito cattivo", un fatto che rende molti medici esitanti nel promuoverla.
Due studi condotti sull'uomo hanno evidenziato potenziali effetti dannosi dei corpi chetonici. In uno studio di coorte basato sulla popolazione generale, individui di età compresa tra 54 ± 12 anni, è stata riscontrata una correlazione positiva tra i corpi chetonici circolanti e la mortalità per tutte le cause. È emerso che un aumento della mortalità era legato anche a un aumento dell'indice di grasso nel fegato, un indicatore della steatosi epatica non alcolica, e questa relazione era in parte mediata dai corpi chetonici circolanti. Un altro studio ha riportato una relazione dose-risposta tra l'aumento delle concentrazioni corporee di chetoni e un aumento del 50% della mortalità per tutte le cause tra americani bianchi e neri.
Nonostante la dieta chetogenica sia stata tradizionalmente considerata benefica per il controllo del peso e del glucosio, con pochi effetti collaterali e una buona aderenza e tolleranza anche negli anziani, sorgono preoccupazioni riguardo alle sue conseguenze sulla salute. Il problema principale riguarda la variazione delle versioni della dieta chetogenica e gli effetti diversi dei suoi componenti essenziali.
Quanto tempo si può fare la dieta chetogenica?
Secondo la maggioranza degli autori l'approccio chetogenico va inteso come un regime alimentare limitato nel tempo. Il rispetto a lungo termine di una dieta chetogenica può rappresentare una sfida.
Anche se questa dieta ha dimostrato risultati positivi nell'indurre una perdita di peso rapida e sostenuta in individui obesi fino a due anni, è fondamentale comprendere appieno il suo impatto clinico, la sicurezza, la tollerabilità, l'efficacia, la durata del trattamento e la prognosi a lungo termine dopo la sua interruzione. La durata della dieta chetogenica può variare considerevolmente, da un minimo di 2-3 settimane fino a 6-12 mesi, secondo la National Library of Medicine.
Durante questo periodo, è cruciale monitorare attentamente le funzioni renali: dati i cambiamenti nel metabolismo dell'acqua e la diuresi associata alla riduzione dei livelli di glicogeno, è consigliabile aumentare l'assunzione di liquidi per mantenere l'equilibrio idrico ed elettrolitico. Le linee guida generali raccomandano di bere almeno 8 bicchieri d'acqua al giorno, ma le esigenze individuali possono variare in base a peso corporeo, attività fisica e clima.
Ci sono ancora molte domande senza risposta riguardo agli effetti a lungo termine della dieta chetogenica, soprattutto dopo la sua interruzione: solo una migliore comprensione di questi aspetti consentirà di fornire linee guida più precise e sicure per l'adozione e il mantenimento della dieta nel lungo periodo.
Come fare a reintrodurre i carboidrati senza ingrassare
Quando si decide di reintrodurre i carboidrati dopo aver perso peso con una dieta chetogenica, è consigliabile consultare un dietologo per ottenere indicazioni personalizzate. La reintegrazione dovrebbe essere graduale e ben pianificata per evitare sbalzi improvvisi nei livelli di zucchero nel sangue e altri effetti collaterali.
1. Inizia lentamente: aggiungi piccole quantità di carboidrati complessi, come verdure amidacee (patate dolci, zucca, carote) e cereali integrali (riso integrale, quinoa, farro). Inizia con una porzione al giorno e monitora attentamente la tua risposta.
2. Scegli i carboidrati giusti: privilegia alimenti da materie prime non geneticamente modificate, come pasta, pane e prodotti da forno preparati con varietà antiche di grano duro, che tendono ad avere un impatto meno drastico sui livelli di zuccheri nel sangue rispetto a quelli raffinati e ultraprocessati.
3. Monitora la risposta del tuo corpo: osserva come reagisce all'introduzione dei carboidrati, prestando attenzione a sintomi di malessere, energia, peso e massa grassa, adattando di conseguenza la quantità di carboidrati da inserire.
Bisogna assumere integratori durante una dieta chetogenica?
Durante una dieta chetogenica, è essenziale garantire un adeguato apporto di tutti i micronutrienti necessari. In particolare, è consigliabile aumentare l'assunzione di minerali alcalinizzanti come potassio, magnesio e calcio, con alimenti arricchiti o integratori, come il nostro Day Up. 👇
Questo aiuta a bilanciare l'eventuale produzione elevata di chetoni, che possono avere effetti acidificanti sul corpo. Assicurarsi di ottenere una quantità sufficiente di questi minerali è importante per mantenere l'equilibrio e la salute durante la dieta chetogenica.
Alcuni nutrienti, facilmente disponibili nei cereali come il grano, potrebbero essere limitati durante la dieta chetogenica, causando effetti collaterali come mal di testa, confusione mentale, affaticamento, irritabilità, nausea, difficoltà nel dormire e costipazione, comunemente nota come "influenza cheto". Si tratta di una serie di sintomi legati alla riduzione dei livelli di zucchero nel sangue e all'adattamento del corpo alla produzione di chetoni come fonte principale di energia; di solito scompaiono entro pochi giorni o settimane mentre il corpo si adatta alla nuova dieta.
Livelli di chetoni ritenuti sicuri
Per mantenere livelli nutrizionali sicuri di chetosi, è consigliabile mantenere i livelli di chetoni nell'intervallo di 1,5-3,0 mmol/l, come raccomandato dai ricercatori Stephen Phinney e Jeff Volek. Questi livelli possono essere monitorati tramite esami delle urine e del sangue, anche se la misurazione nelle urine potrebbe non essere altamente precisa e potrebbe non riflettere necessariamente i livelli di chetosi nel sangue, considerato un metodo più accurato.
Cosa mangiare se si fa la dieta keto?
"È molto importante sapere quali cibi mangerai prima di iniziare e come incorporare più grassi nella tua dieta", afferma Kristen Mancinelli, RD, autrice di La dieta chetogenica: un approccio scientificamente provato per una perdita di peso sana e veloce, con sede a New York City.
Proteine
Le diete chetogeniche non sono ricche di proteine (si concentrano sui grassi), quindi dovrebbero essere consumate con moderazione.
Liberamente: manzo allevato ad erba, pesce (soprattutto grasso come il salmone), pollo dalla carne scura.
Di tanto in tanto: bacon, proteine a basso contenuto di grassi come petto di pollo senza pelle e gamberetti (aggiungi una salsa per un po' di grasso invece di mangiarli semplici).
Mai: salumi con zucchero aggiunto (leggi l'etichetta), carne marinata in salse zuccherate, nuggets di pesce o pollo — spesso ricchi di sodio, il che può aumentare la pressione sanguigna.
Olio e grassi
Liberamente: olio extravergine d'oliva, avocado, olio di avocado.
Di tanto in tanto: olio di semi di girasole, olio di cartamo, olio di mais, burro, latte intero, olio di cocco.
Mai: margarina, grassi trans.
Frutta e verdura
Liberamente: avocado, verdure a foglia verde come spinaci e rucola, sedano, asparagi.
Di tanto in tanto: porri, spaghetti di zucca, melanzana, lamponi, limone, pomodori.
Mai: patate, mais, uva passa.
Noci e semi
Liberamente: noci, mandorle, semi di lino, semi di chia.
Di tanto in tanto: anacardi e pistacchi.
Mai: burri di noci zuccherati, semi zuccherati, noci ricoperte di cioccolato.
Latticini
Liberamente: feta, parmigiano.
Di tanto in tanto: ricotta intera, yogurt greco intero.
Mai: latte, yogurt magro zuccherato, gelato.
Dolcificanti
Di tanto in tanto: xilitolo, stevia, eritritolo, dolcificanti artificiali.
Mai: agave, miele, sciroppo d'acero, zuccheri bianchi e marroni.
Condimenti e salse
Liberamente: guacamole, maionese (senza zucchero aggiunto).
Di tanto in tanto: aglio crudo, salsa di pomodoro senza zuccheri aggiunti, aceto balsamico.
Mai: salsa barbecue, ketchup, senape al miele.
Bevande
Liberamente: acqua, latte di mandorle non zuccherato, brodo d'osso, tè semplice.
Di tanto in tanto: caffè nero, acqua gassata non zuccherata, bevande a zero calorie.
Mai: succo di frutta, limonata.
Erbe e spezie
Liberamente: pepe, timo, origano, paprika.
Occasionalmente: zenzero macinato, polvere d'aglio, cipolla in polvere.
Mai: nessuna erba o spezia è vietata; generalmente vanno bene in piccole quantità per dare sapore agli alimenti.
Dieta chetogenica per vegetariani
La carne è un alimento pilastro della dieta chetogenica, ma ciò non significa che la dieta sia vietata ai vegetariani. Molti hanno trovato il modo di adattare menu ed elenco dei cibi al loro stile di vita senza carne. Ecco come si svolge una tipica giornata di dieta keto per vegetariani:
- Colazione con proteine in polvere o pancake proteici a base di uova e proteine in polvere
- Snack: cetriolo a fette con formaggio di pecora o ricotta con semi di girasole
- Pranzo: insalata grande con avocado, verdure, semi e noci, oppure frittata di uova con formaggio di capra alle erbe e pesto
- Cena: spaghetti di zucchine (zoodles) con pesto e tofu; verdure saltate con tempeh; oppure insalata di spinaci con tofu in crosta di anacardi, zucchine grigliate, feta a cubetti e olio d'oliva extravergine ad alto contenuto polifenolico
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Domande frequenti
D: Quante calorie si mangiano con la dieta chetogenica?
R: Dipende dalla variante: le versioni standard mantengono un apporto calorico normale, mentre la VLCKD (a bassissimo contenuto calorico) prevede solo 500-800 kcal al giorno. In ogni caso i carboidrati restano sotto i 50 g/giorno.
D: Quanto dura la dieta chetogenica?
R: Va intesa come un regime a tempo limitato: da un minimo di 2-3 settimane fino a 6-12 mesi secondo la National Library of Medicine, non come uno stile alimentare permanente.
D: Quali sono i rischi principali della dieta chetogenica?
R: Carenze nutrizionali, aumento del colesterolo LDL, possibile affaticamento renale, calcoli renali, perdita muscolare e, secondo una review 2025, rischi cardiovascolari nel lungo periodo che richiedono supervisione clinica.
D: La dieta chetogenica fa dimagrire più velocemente di altre diete?
R: Nel breve termine sì, spesso in modo rapido, ma la sostenibilità a lungo termine è limitata: l'aderenza tende a calare e la letteratura più recente (2025-2026) la definisce uno strumento utile a breve termine per persone selezionate, non una soluzione universale.
D: Chi non dovrebbe seguire la dieta chetogenica?
R: Donne in gravidanza o allattamento, persone con malattie epatiche o renali gravi, chi soffre di disturbi alimentari e chi ha condizioni come il diabete di tipo 1 che richiedono una gestione dietetica più attenta.
D: Servono integratori durante la dieta chetogenica?
R: È consigliabile aumentare l'apporto di minerali alcalinizzanti come potassio, magnesio e calcio, per bilanciare la produzione di chetoni e ridurre il rischio di carenze nutrizionali tipiche di una dieta molto restrittiva.
Fonti
Nutrients 2026;18(12):2004. doi: 10.3390/nu18122004 — Ketogenic Diet in Obesity and Diabetes: A Narrative Review (An Y. et al., PubMed/PMC13304935)
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Front Nutr. 2024;11:1322509. doi: 10.3389/fnut.2024.1322509 — Ketogenic diet and behavior: insights from experimental studies
Cureus. 2023 Mar;15(3):e36720. doi: 10.7759/cureus.36720 — Metabolic Effects of Ketogenic Diets and Their Utilization in Obesity Management: A Systematic Review
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Nutrients. 2023 Dec;15(23):4998. doi: 10.3390/nu15234998 — The Ketogenic Diet in the Prevention of Migraines in the Elderly
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